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IL 9
MAGGIO GIORNATA DELLA VITTORIA
RICORDIAMO L’ARMATA ROSSA
Il 9 maggio si
celebra l'anniversario della Giornata della Vittoria, Den' Pobedy, in
memoria della capitolazione della Germania nazista e dei suoi alleati, fra
cui l'Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale. L'Armata Rossa dei
Lavoratori e dei Contadini, guidata da Stalin con la collaborazione di
capaci generali, svolse una funzione decisiva sconfiggendo in quattro anni
di violente e sanguinose battaglie la grande maggioranza delle forze della
Wehrmacht, concludendo vittoriosamente il conflitto.
Da allora sono
trascorsi molti decenni, ma molti ancora ignorano che la liberazione
dell’Europa dal nazifascismo e dai campi di sterminio è avvenuta grazie al
sacrificio di quasi trenta milioni di sovietici fra soldati dell’Armata
Rossa, partigiani e civili. Molti ancora ignorano che i campi di sterminio
di Auschwitz, Treblinka, Belzec, Majdanek, Sobibor, e molti altri lager
nazisti, furono liberati dai soldati sovietici e che gran parte dei
sopravvissuti alla Shoà deve la sua sopravvivenza all'Armata
Rossa.
Già nei decenni del dopoguerra e della guerra fredda le preoccupazioni per
il presente hanno prevalso e che i liberatori degli ebrei sopravvissuti
fossero soldati sovietici è passato sotto silenzio. Gli effetti degradanti
del revisionismo storico tendono ancora ad esaltare esclusivamente il ruolo
dell’esercito degli alleati ad occidente, a scapito del ruolo centrale
assunto dall’Armata Rossa nella lotta al nazismo, dalla valorosa battaglia
per la difesa di Stalingrado fino alla liberazione di Berlino.
Ma, a maggior ragione oggi che l'Unione Sovietica ha da tempo cessato di
esistere, è nostro dovere ricordare ed esprimere gratitudine ai liberatori,
molti dei quali sono ancora vivi e meritano riconoscenza. Sono Russi,
Ucraini, Bielorussi, Tartari, Kazaki, Armeni, Georgiani, Azerbagiani,
Uzbechi, Tadzhiks, Turkmeni, Kirghisi, Careliani, Cabardini/Balcari,
Ossetani, Daghestan, Ciuvasci, Mordvini, Baschiri, Calmucchi, Udmurti,
Mari, Komi, Buriati, Moldavi, Lettoni, Estoni, Lituani, Cinesi, Mongoli,
Poli, e tanti altri ancora. Fra di loro c’erano anche Ebrei.
Un altro, non meno rilevante, aspetto del nostro debito verso l’Armata
Rossa è la partecipazione su larga scala di soldati ebrei nella seconda
guerra. Più di mezzo milione di cittadini sovietici ebrei ha servito
nell'Armata Rossa durante il conflitto mondiale dando un contributo alla
vittoria, pari a quasi l’ottanta per cento degli ebrei in età lavorativa in
Unione Sovietica. E’ un tasso di reclutamento senza precedenti fra le
nazionalità sovietiche. Circa centottantamila sono caduti in battaglia per
la Patria; oltre quarantamila sono membri delle unità partigiane;
quasi un terzo di loro volontari. Gli ebrei dell’Armata Rossa, donne e
uomini, hanno combattuto contro l’ideologia antisemita di Hitler, per
la sopravvivenza del loro popolo e per la madrepatria. Questi ebrei,
grazie alla loro forte identità, sia ebraica che patriottica, scelsero di
combattere i nazisti, assassini delle loro famiglie e delle loro comunità
ed invasori della loro patria.
Anche questi combattenti ebrei, che eroicamente hanno combattuto sotto il
simbolo dell’Armata Rossa, che liberarono altri prigionieri, in
clandestinità e gli internati nei campi di concentramento, sono stati in
gran parte dimenticati, persino da parte ebraica. Così, mentre i
combattenti del ghetto di Varsavia o della Brigata Ebraica sono stati e
sono, a ragione, oggetto di grande attenzione, gli ebrei dell’Armata Rossa
raramente sono stati onorati.
Nel Giorno della Vittoria commemoriamo la liberazione e ricordiamo
soprattutto che nell’alleanza di un coacervo di diversi popoli, uniti
sotto la bandiera dell’Armata Rossa, è nata una prodigiosa resistenza al
nazifascismo che costituisce un unicum nella storia e che senza
l’Armata Rossa, matrice di ogni resistenza europea, non ci sarebbe stata
vittoria contro il nazifascismo.
Eterna riconoscenza ai soldati dell’Armata per il loro sacrificio e
la loro umanità.
Gherush92
Committee for Human Rights
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